martedì 28 novembre 2017

Tempo: perche' quando stiamo bene vola e...




Tempo: perche' quando stiamo bene vola e quando soffriamo non passa mai?

Scritto da: Carmen Di Muro

Psicologia Quantistica


Tempo: perché quando stiamo bene vola e quando soffriamo non passa mai?

Esiste un tempo oggettivo come ordine misurabile del “divenire”, ovvero del movimento storico-cronologico, del ciclo naturale del giorno e della notte. Eppure se il tempo fisico è ciò che a livello percettivo viene scandito oggettivamente dal rintocco dei secondi sulla lancetta del grande orologio universale, il tempo come entità può essere definito sia come qualcosa di meramente assoluto, ossia un fluire eterno, sciolto dallo spazio ed esistente indipendentemente dalla sua misura volgare in ore, giorni e anni, sia come tempo relativo, che è invece soggettivo, interiore, non suscettibile d’essere oggettivato. Questi due concetti, apparentemente suddivisi, vanno di pari passo in quanto sono frutto della componente sensibile e interna di ogni essere umano.

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Ma per quanto il tempo sia una realtà fisica, misurabile e oggettivabile, definito come una successione di istanti tutti uguali, indipendente dalla percezione umana e legato alla presenza di masse gravitazionali o alle relative velocità di movimento degli osservatori, nel mondo soggettivo dell’essere umano l’idea di tempo è strettamente correlata alle pulsioni ed ai moti del cuore. In che senso tutto questo?

Quando noi siamo in una determinata dimensione psico-emotiva, il trascorrere dei momenti, dei secondi, come pure delle ore, viene scandito dal ritmo incessante della nostra sfera interiore, il cui moto vibrazionale lento oppure veloce si accorda alla realtà gravitazionale che ci circonda. Se risuoniamo nella gioia, la percezione del tempo fisico sarà diversa rispetto al risuonare e accordarsi alla tristezza. Il tempo ci apparirà amplificato, dilatato, a volte fermo come se ogni secondo durasse molto di più rispetto a ciò che realmente è. Tutto questo implica che noi non riusciamo a coglierlo di per sé, ma lo sentiamo fluire come un soffio leggero senza la possibilità che questo possa essere afferrato o fermato. Il tempo passa e noi ci ritroviamo dentro questo tempo, in quanto per ogni essere umano il vero tempo è quello dell’anima che si trova in un determinato stato vibratorio piuttosto che in un altro.

Il tempo di due persone innamorate cambia nettamente rispetto al tempo di una persona che si trova in una situazione di solitudine o sofferenza. Nei primi c’è un accorciarsi fugace che fa sì che le ore si accavallino e che in un soffio il giorno si alterni alla notte. Il tempo invece di una persona sola, è lungo, amplificato, interminabile, scandito dal battere dei secondi sulla lancetta, in cui il vuoto manifesta sempre di più la sua portata. Quando la nostra energia di base si posiziona a livello di un determinato stato interno, anche l’esterno si accorderà in modo inscindibile a quanto in noi è contenuto e prodotto. Il tempo fisico risentirà in modo univoco di questo stato d’essere accorciandosi o allungandosi nettamente, in base ad innalzamento o abbassamento delle frequenze dei moti interiori.(…)

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Carmen Di Muro